STABAT MATER
di Gioacchino Rossini (1792 - 1868)
Considerare Rossini solo un compositore di
opere buffe, significa ammettere di conoscere una sola parte
della sua produzione musicale e di ascoltarlo in una sola
chiave. La bellezza di opere come "Il Barbiere di Siviglia",
"Cenerentola" e "La Gazza Ladra", è legata in buona parte
a formule del diciottesimo secolo, caratterizzate dal crescente
orchestrale, fissato in forma chiara e concisa, dalla declamazione
della voce sui temi orchestrali e dalle arie simultanee affidate
a due solisti, eseguite una più lentamente rispetto all'altra.
Ma Rossini non è solo questo. Infatti, esaminando
con cura i cinque (dei dieci) passi dello "Stabat Mater" elaborati
dal Peruzzi, per comporre l'omonima marcia (Introduzione -
Aria del Tenore - Duetto - Arie e Coro finale), emerge nettamente
la prorompente varietà ritmico-melodica dell'opera
ed un nuovo stile nell'orchestrazione, che ne fanno un lavoro
pregevole e degno di ammirazione.
La marcia funebre "Stabat Mater" eseguita in
Largo S. Angelo, Via Annunziata, Via Margherita di Savoia
e durante le ritirate delle statue della B.V. Addolorata e
della Pietà.
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