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TEMPO DI QUARESIMA A MOLFETTA

di Gianni Amato

In questo periodo, caratterizzato sia dagli ultimi rigori invernali che dal dolce clima primaverile, i molfettesi si preparano all'evento religioso più atteso dell'anno: la S. Pasqua. Nei giorni quaresimali pregni di riti, tradizioni, e funzioni religiose, i cuori si rianimano di ideali di vita, di principi di fede e di bontà. Questi particolari "momenti", tipici del Tempo di Quaresima a Molfetta, desidero riassumerli così, quasi a mo' di calendario.

Il rito della Croce Venerdì di Passione Engelìedde ed Engeledde
Concertazione delle marce funebri Domenica delle Palme La Via Crucis
Le Funzioni Religiose Giovedì Santo Sabato Santo
Mezzaquaresima Curiosità  
La Domenica di Passione Venerdì Santo  

Il rito della Croce

Una mesta e significativa processione separa nettamente il tempo carnevalesco da quello sacro quaresimale. Nella notte che va dall'ultimo martedì di Carnevale al mercoledì delle Ceneri, a mezzanotte in punto, i battagli delle campane infondono 33 lenti e lugubri rintocchi; ha così inizio il periodo quaresimale. Sul sagrato della chiesa del Purgatorio , sorretta da un confratello incappucciato, compare la scarna croce processionale dell' Arciconfraternita della Morte. Annunciato do témmurre, un piccolo gruppo di musicanti, che alle squillanti note del ti-té, fanno seguire una melodica frase musicale di tipica fattura orientale, inizia a comporsi il laico e popolare corteo. Dietro la croce, il Padre spirituale, l'Amministrazione del Pio Sodalizio della Morte e i numerosissimi fedeli, recitando preghiere e cantando l'inno al Vexilla percorrono le vie della città. Il percorso processionale è sostanzialmente identico a quello della processione del Sabato Santo; giunti dinanzi alla chiesa di S. Stefano, i processionanti sostano brevemente in meditazione, per poi proseguire verso il Calvario. E' qui che ha termine la processione, sull'ampia scalinata del tempietto neogotico, illuminato per l'occasione da numerosi ceri, ove i fedeli recitano le ultime preghiere e sostano in devoto raccoglimento.

Concertazione delle marce funebri

Appena ha inizio il periodo quaresimale, la banda musicale molfettese, incomincia la concertazione delle marce funebri, da eseguirsi nelle processioni e nei concerti pasquali. I "concerti", così vengono chiamate le prove musicali, si tengono di sera, in un locale situato nei pressi della stazione ferroviaria. Fuori, per strada, immancabili, i fedelissimi cultori delle marce funebri ascoltano le prove musicali e rievocano i tempi andati.

Le Funzioni Religiose

Il periodo quaresimale è caratterizzato da numerose e caratteristiche funzioni religiose. Le più attese, quelle che maggiormente coinvolgono i confratelli e il popolo molfettese, sono quelle che si svolgono nelle chiese del Purgatorio e di S. Stefano. Nella chiesa del Purgatorio, durante le prime quattro domeniche di Quaresima, si svolge il Pio Esercizio in onore della Pietà. Particolare interesse, riveste il settenario in onore di Maria Santissima Addolorata, in cui si contemplano i dolori acerbissimi della Madre di Dio. Il settenario, seguito da una moltitudine di fedeli, viene celebrato, ogni sera, dal venerdì precedente alla Domenica di Passione al giovedì che precede la Domenica delle Palme. Durante queste funzioni vengono cantate melodie composte tra l'800 e il '900 da nostri concittadini. Tanto attesi, specie dai confratelli delle venerabile Arciconfraternita di S. Stefano, sono i cinque venerdì di Quaresima. In questi giorni, nella chiesa di S. Stefano, vengono svolte le funzioni nelle quali si medita sui cinque misteri dolorosi. Nella serata del mercoledì Santo, nella stessa chiesa, si celebra l'Ufficio delle letture; le nove letture sono cantate dai confratelli secondo due antichi toni musicali molfettesi, propri della Liturgia delle ore. Sotto l'arco d'ingresso della sagrestia viene disposto il triangolare "saettìa" sul quale si pongono le candele accese; alla fine di ogni lettura, il sacrestano spegne una candela.

Mezzaquaresima

Tempo addietro, nel giorno della mezzaquaresima le famiglie molfettesi si riversavano in campagna per divertirsi, per trascorrere la giornata in compagnia. L'occasione era propizia per gustare u calzòene e rompere la pegnéte, pentolaccia di creta, ripiena di ceci, fave, semi, castagne "del prete". Si interrompeva così, con questa tradizione, il tempo penitenziale. Oggi giorno solo alcune massaie usano preparare u calzòene per gustarlo in famiglia nella propria abitazione e non più in campagna.

La Domenica di Passione

E' un giorno tanto atteso per i confratelli portatori dell'Arciconfraternita della Morte. Intenso è il fervore con cui i confratelli attendono l'esito del sorteggio che designerà le "mute" dei portatori. In mattinata, alle ore 10.00 circa, avviene il duplice sorteggio per la scelta dei confratelli portatori delle statue della B.V. Addolorata e della Pietà. L'operazione si svolge nella chiesa del Purgatorio, mentre in passato si svolgeva nella vetusta chiesetta della Morte, nella città vecchia.

Venerdì di Passione

Nel tardo pomeriggio, quasi all'ora del tramonto, dinanzi alla chiesa del Purgatorio, la gente, numerosa, attende l'uscita dell'Addolorata. Alle ore 16.30 circa con l'uscita delle insegne processionali, portate dai confratelli incappucciati, la processione prende inizio. Seguono le consorelle dell'Associazione femminile delle Figlie di Maria SS. Addolorata e poi la lunga teoria dei confratelli disposti su due file e con i ceri accesi. Come vuole la tradizione, alle ore 17 precise, il baldacchino, già disposto sul sagrato, viene sollevato e sulla soglia della chiesa appare la statua dell'Addolorata, mentre si diffondono le suadenti note della marcia funebre "Lo Sventurato" di Vincenzo Valente. Terminato il momento dell'uscita, la processione si immette nella città vecchia. Il simulacro sfiora i balconi; alcune popolane affacciate al balcone, usano toccare la Croce, poggiata sulla barocca base dorata, in segno di devozione. La processione ha termine verso la mezzanotte.

Domenica delle Palme

La Domenica delle Palme, è un giorno particolarmente pregno di impegni, di attività, di lavori. Sin dal primo mattino sui sagrati delle chiese avviene la vendita di palmette e ramoscelli d'ulivo; non manca qualche plasmatore di bellissanti che per l'occasione espone, in bella mostra, le statuine in gesso raffiguranti le statue del Venerdì e del Sabato Santo. In mattinata, nella chiesa di S. Stefano, si svolge la semplice e suggestiva cerimonia della vestizione dei nuovi confratelli; terminata la cerimonia ha inizio la bussola, per il sorteggio dei portatori della statua di Cristo Morto. Anche le altre confraternite che porteranno in processione i sacri simulacri, nel venerdì e sabato santo, effettuano, nelle proprie chiese, il sorteggio dei portatori. Nel primo pomeriggio nella chiesa del Purgatorio e di S. Stefano incominciano i preparativi per l'allestimento dei "sepolcri". Particolare interesse riveste la cerimonia della "vestizione" della Pietà. Nella chiesa del Purgatorio, nascoste dietro un panno nero recante una grande croce bianca, avviene la "vestizione" della Pietà. La veste ordinaria della Madonna viene sostituita con quella processionale. L'atto che riveste un singolare carattere devozionale è riservato esclusivamente alle donne. A tale incarico attendono religiosamente le mogli degli amministratori del Pio Sodalizio della Morte, alla presenza di alcune consorelle che pregano e recitano il rosario. Nel tardo pomeriggio dinanzi all'Oratorio dell'Arciconfraternita, vengono eseguite dalla banda musicale sei marce funebri.

Giovedì Santo

Le campane suonano a distesa e richiamano i fedeli nelle varie chiese per assistere alla Messa in Coena Domini. Non appena hanno termine le messe, le chiese incominciano ad affollarsi di visitatori per visitare i sepolcri. A sera, il portale della chiesa del Purgatorio si spalanca; da lontano si intravede la maestosità, l'imponenza del sepolcro, le Pie Donne, gli Apostoli e l'austera Pietà. La gente accorre per visitare i sepolcri olezzanti di incenso ed adorni di fiori. In Piazza Mazzini la banda suona le marce funebri, mentre la gente in visita per i sepolcri, attende il proprio turno per entrare nella vetusta chiesetta di S. Stefano ad ammirare il Sepolcro, quasi a voler spiritualmente rivivere il dramma umano e divino. Alcuni confratelli usano allestire i sepolcri nella proprie case. In un angolo raccolto, depongono le immagini della passione, magari semplici statue in gesso realizzate da bellissanti locali.

Curiosità

Anche questa festa si caratterizza per le tradizioni ed usanze mangerecce. Nei giorni della settimana santa le donne usano preparare un dolce casalingo: la scarcédde sfiziosamente decorato con uova sode e énesine, confettini dal dolce sapore di anice. Sempre nella Settimana Santa, al mattino del Venerdì Santo e del Sabato Santo, si usa mangiare u pizzariedde, croccante sfilatino imbottito di tonno e acciughe salate. A seguito della variazione d'uscita della processione dei cinque Misteri si é ripreso a sorseggiare la venéziéne, una tazza di cioccolato caldo che si sorseggia quando all'alba del citato giorno, facendosi l'aria frizzantina, i confratelli e la gente che seguono la processione sentono il bisogno di riscaldare lo stomaco.

Venerdì Santo

Alle ore 3.30 del Venerdì Santo si snoda dalla chiesa di S. Stefano la processione dei cinque misteri. La gente ansiosa, trepidante, attende la lenta uscita della statua di Cristo Morto. Appena si intravedono i piedi della Statua, alle ore 4.00, in punto, la banda esegue la marcia funebre "u conzasìegge" di Vincenzo Valente. Incantevole e commovente, la processione si immette nella città vecchia. La luce dei ceri portati dai confratelli, conferiscono all'ambiente ed alle immagini sacre strane inquadrature, riflessi ed ombre di luce fioca. La processione costeggia il porto mentre le statue vengono illuminate dalle prime luci dell'alba; quando la processione affronta la salita di S. Benedetto è giorno!

Engelìedde ed Engeledde

Sono i bambini che seguono le processioni fra una statua e l'altra. Vestono gli abiti, fedelmente riprodotti, di angioletti, della Veronica, di S. Giovanni, alcuni sono vestiti anche a carabiniere, spesso portano a tracolla vistose corone di taralli.

La Via Crucis

Organizzata dall'Associazione Amici della Tradizione, il solenne rito penitenziale ricorda la Passione e morte di Cristo e ne commemora gli episodi salienti. La processione devozionale, che si svolge alle ore 20.00 del Venerdì Santo, è aperta do tèmmurre.

Sabato Santo

Si giunge così all'ultimo giorno di Quaresima. Già poco prima di mezzogiorno, la gente inizia ad avviarsi verso Corso Dante. Pian piano il sagrato della Cattedrale, la muraglia, il borgo, vengono occupati da coloro i quali vogliono assistere alla suggestiva uscita della Pietà. Alle ore 12.30 circa, subito dopo l'uscita delle insegne dell'Arciconfraternita della Morte la prima delle statue plasmate dall'illustre concittadino Giulio Cozzoli varca la soglia del Purgatorio. Portato a spalla dai confratelli della Confraternita dell'Assunta, S. Pietro é seguito dalla Veronica. Prima statua plasmata da Giulio Cozzoli Subito dopo Maria Cleofe, intenta a contemplare i chiodi e la corona di spine. Maria di Salome con il vaso contenente gli unguenti tra le mani. Maria detta la Maddalena, la peccatrice convertita da Gesù. L'apostolo prediletto: S. Giovanni. Alle ore 13.00 precise, il simulacro della dolorosa Pietà si presenta alla moltitudine della gente, accompagnata dalle grevi note della marcia funebre "Dolor" Il lento avvio del corteo processionale che si incammina per le strade, ci fa meditare... la Passione di Gesù è ormai conclusa!

 

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