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In questo periodo, caratterizzato sia dagli
ultimi rigori invernali che dal dolce clima primaverile, i
molfettesi si preparano all'evento religioso più atteso dell'anno:
la S. Pasqua. Nei giorni quaresimali pregni di riti,
tradizioni, e funzioni religiose, i cuori si rianimano di
ideali di vita, di principi di fede e di bontà. Questi
particolari "momenti", tipici del Tempo di Quaresima
a Molfetta, desidero riassumerli così, quasi a mo' di calendario.
Una mesta e significativa processione separa
nettamente il tempo carnevalesco da quello sacro quaresimale.
Nella notte che va dall'ultimo martedì di Carnevale al mercoledì
delle Ceneri, a mezzanotte in punto, i battagli delle campane
infondono 33 lenti e lugubri rintocchi; ha così inizio il
periodo quaresimale. Sul sagrato della chiesa del Purgatorio
, sorretta da un confratello incappucciato, compare la scarna
croce processionale dell' Arciconfraternita della Morte. Annunciato
do témmurre, un piccolo gruppo di musicanti, che alle
squillanti note del ti-té, fanno seguire una melodica
frase musicale di tipica fattura orientale, inizia a comporsi
il laico e popolare corteo. Dietro la croce, il Padre spirituale,
l'Amministrazione del Pio Sodalizio della Morte e i numerosissimi
fedeli, recitando preghiere e cantando l'inno al Vexilla percorrono
le vie della città. Il percorso processionale è sostanzialmente
identico a quello della processione del Sabato Santo; giunti
dinanzi alla chiesa di S. Stefano, i processionanti sostano
brevemente in meditazione, per poi proseguire verso il Calvario.
E' qui che ha termine la processione, sull'ampia scalinata
del tempietto neogotico, illuminato per l'occasione da numerosi
ceri, ove i fedeli recitano le ultime preghiere e sostano
in devoto raccoglimento.
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Concertazione delle marce
funebri |
Appena ha inizio il periodo quaresimale, la
banda musicale molfettese, incomincia la concertazione delle
marce funebri, da eseguirsi nelle processioni e nei concerti
pasquali. I "concerti", così vengono chiamate le prove musicali,
si tengono di sera, in un locale situato nei pressi della
stazione ferroviaria. Fuori, per strada, immancabili, i fedelissimi
cultori delle marce funebri ascoltano le prove musicali e
rievocano i tempi andati.
Il periodo quaresimale è caratterizzato da
numerose e caratteristiche funzioni religiose. Le più attese,
quelle che maggiormente coinvolgono i confratelli e il popolo
molfettese, sono quelle che si svolgono nelle chiese del Purgatorio
e di S. Stefano. Nella chiesa del Purgatorio, durante le prime
quattro domeniche di Quaresima, si svolge il Pio Esercizio
in onore della Pietà. Particolare interesse, riveste
il settenario in onore di Maria Santissima Addolorata, in
cui si contemplano i dolori acerbissimi della Madre di Dio.
Il settenario, seguito da una moltitudine di fedeli, viene
celebrato, ogni sera, dal venerdì precedente alla Domenica
di Passione al giovedì che precede la Domenica delle Palme.
Durante queste funzioni vengono cantate melodie composte tra
l'800 e il '900 da nostri concittadini. Tanto attesi, specie
dai confratelli delle venerabile Arciconfraternita di S. Stefano,
sono i cinque venerdì di Quaresima. In questi giorni, nella
chiesa di S. Stefano, vengono svolte le funzioni nelle quali
si medita sui cinque misteri dolorosi. Nella serata del mercoledì
Santo, nella stessa chiesa, si celebra l'Ufficio delle letture;
le nove letture sono cantate dai confratelli secondo due antichi
toni musicali molfettesi, propri della Liturgia delle ore.
Sotto l'arco d'ingresso della sagrestia viene disposto il
triangolare "saettìa" sul quale si pongono le candele accese;
alla fine di ogni lettura, il sacrestano spegne una candela.
Tempo addietro, nel giorno della mezzaquaresima
le famiglie molfettesi si riversavano in campagna per divertirsi,
per trascorrere la giornata in compagnia. L'occasione era
propizia per gustare u calzòene e rompere la pegnéte,
pentolaccia di creta, ripiena di ceci, fave, semi, castagne
"del prete". Si interrompeva così, con questa tradizione,
il tempo penitenziale. Oggi giorno solo alcune massaie usano
preparare u calzòene per gustarlo in famiglia nella
propria abitazione e non più in campagna.
E' un giorno tanto atteso per i confratelli
portatori dell'Arciconfraternita della Morte. Intenso è il
fervore con cui i confratelli attendono l'esito del sorteggio
che designerà le "mute" dei portatori. In mattinata,
alle ore 10.00 circa, avviene il duplice sorteggio per la
scelta dei confratelli portatori delle statue della B.V. Addolorata
e della Pietà. L'operazione si svolge nella chiesa
del Purgatorio, mentre in passato si svolgeva nella vetusta
chiesetta della Morte, nella città vecchia.
Nel tardo pomeriggio, quasi all'ora del tramonto,
dinanzi alla chiesa del Purgatorio, la gente, numerosa, attende
l'uscita dell'Addolorata. Alle ore 16.30 circa con l'uscita
delle insegne processionali, portate dai confratelli incappucciati,
la processione prende inizio. Seguono le consorelle dell'Associazione
femminile delle Figlie di Maria SS. Addolorata e poi la lunga
teoria dei confratelli disposti su due file e con i ceri accesi.
Come vuole la tradizione, alle ore 17 precise, il baldacchino,
già disposto sul sagrato, viene sollevato e sulla soglia
della chiesa appare la statua dell'Addolorata, mentre si diffondono
le suadenti note della marcia funebre "Lo Sventurato" di Vincenzo
Valente. Terminato il momento dell'uscita, la processione
si immette nella città vecchia. Il simulacro sfiora
i balconi; alcune popolane affacciate al balcone, usano toccare
la Croce, poggiata sulla barocca base dorata, in segno di
devozione. La processione ha termine verso la mezzanotte.
La Domenica delle Palme, è un giorno particolarmente
pregno di impegni, di attività, di lavori. Sin dal
primo mattino sui sagrati delle chiese avviene la vendita
di palmette e ramoscelli d'ulivo; non manca qualche plasmatore
di bellissanti che per l'occasione espone, in bella mostra,
le statuine in gesso raffiguranti le statue del Venerdì e
del Sabato Santo. In mattinata, nella chiesa di S. Stefano,
si svolge la semplice e suggestiva cerimonia della vestizione
dei nuovi confratelli; terminata la cerimonia ha inizio la
bussola, per il sorteggio dei portatori della statua di Cristo
Morto. Anche le altre confraternite che porteranno in processione
i sacri simulacri, nel venerdì e sabato santo, effettuano,
nelle proprie chiese, il sorteggio dei portatori. Nel primo
pomeriggio nella chiesa del Purgatorio e di S. Stefano incominciano
i preparativi per l'allestimento dei "sepolcri". Particolare
interesse riveste la cerimonia della "vestizione" della Pietà.
Nella chiesa del Purgatorio, nascoste dietro un panno nero
recante una grande croce bianca, avviene la "vestizione" della
Pietà. La veste ordinaria della Madonna viene sostituita
con quella processionale. L'atto che riveste un singolare
carattere devozionale è riservato esclusivamente alle donne.
A tale incarico attendono religiosamente le mogli degli amministratori
del Pio Sodalizio della Morte, alla presenza di alcune consorelle
che pregano e recitano il rosario. Nel tardo pomeriggio dinanzi
all'Oratorio dell'Arciconfraternita, vengono eseguite dalla
banda musicale sei marce funebri.
Le campane suonano a distesa e richiamano
i fedeli nelle varie chiese per assistere alla Messa in Coena
Domini. Non appena hanno termine le messe, le chiese incominciano
ad affollarsi di visitatori per visitare i sepolcri. A sera,
il portale della chiesa del Purgatorio si spalanca; da lontano
si intravede la maestosità, l'imponenza del sepolcro,
le Pie Donne, gli Apostoli e l'austera Pietà. La gente
accorre per visitare i sepolcri olezzanti di incenso ed adorni
di fiori. In Piazza Mazzini la banda suona le marce funebri,
mentre la gente in visita per i sepolcri, attende il proprio
turno per entrare nella vetusta chiesetta di S. Stefano ad
ammirare il Sepolcro, quasi a voler spiritualmente rivivere
il dramma umano e divino. Alcuni confratelli usano allestire
i sepolcri nella proprie case. In un angolo raccolto, depongono
le immagini della passione, magari semplici statue in gesso
realizzate da bellissanti locali.
Anche questa festa si caratterizza per le
tradizioni ed usanze mangerecce. Nei giorni della settimana
santa le donne usano preparare un dolce casalingo: la scarcédde
sfiziosamente decorato con uova sode e énesine, confettini
dal dolce sapore di anice. Sempre nella Settimana Santa, al
mattino del Venerdì Santo e del Sabato Santo, si usa mangiare
u pizzariedde, croccante sfilatino imbottito di tonno e acciughe
salate. A seguito della variazione d'uscita della processione
dei cinque Misteri si é ripreso a sorseggiare la venéziéne,
una tazza di cioccolato caldo che si sorseggia quando all'alba
del citato giorno, facendosi l'aria frizzantina, i confratelli
e la gente che seguono la processione sentono il bisogno di
riscaldare lo stomaco.
Alle ore 3.30 del Venerdì Santo si snoda dalla
chiesa di S. Stefano la processione dei cinque misteri. La
gente ansiosa, trepidante, attende la lenta uscita della statua
di Cristo Morto. Appena si intravedono i piedi della Statua,
alle ore 4.00, in punto, la banda esegue la marcia funebre
"u conzasìegge" di Vincenzo Valente. Incantevole e commovente,
la processione si immette nella città vecchia. La luce
dei ceri portati dai confratelli, conferiscono all'ambiente
ed alle immagini sacre strane inquadrature, riflessi ed ombre
di luce fioca. La processione costeggia il porto mentre le
statue vengono illuminate dalle prime luci dell'alba; quando
la processione affronta la salita di S. Benedetto è giorno!
Sono i bambini che seguono le processioni
fra una statua e l'altra. Vestono gli abiti, fedelmente riprodotti,
di angioletti, della Veronica, di S. Giovanni, alcuni sono
vestiti anche a carabiniere, spesso portano a tracolla vistose
corone di taralli.
Organizzata dall'Associazione Amici della
Tradizione, il solenne rito penitenziale ricorda la Passione
e morte di Cristo e ne commemora gli episodi salienti. La
processione devozionale, che si svolge alle ore 20.00 del
Venerdì Santo, è aperta do tèmmurre.
Si giunge così all'ultimo giorno di Quaresima.
Già poco prima di mezzogiorno, la gente inizia ad avviarsi
verso Corso Dante. Pian piano il sagrato della Cattedrale,
la muraglia, il borgo, vengono occupati da coloro i quali
vogliono assistere alla suggestiva uscita della Pietà.
Alle ore 12.30 circa, subito dopo l'uscita delle insegne dell'Arciconfraternita
della Morte la prima delle statue plasmate dall'illustre concittadino
Giulio Cozzoli varca la soglia del Purgatorio. Portato a spalla
dai confratelli della Confraternita dell'Assunta, S. Pietro
é seguito dalla Veronica. Prima statua plasmata da
Giulio Cozzoli Subito dopo Maria Cleofe, intenta a contemplare
i chiodi e la corona di spine. Maria di Salome con il vaso
contenente gli unguenti tra le mani. Maria detta la Maddalena,
la peccatrice convertita da Gesù. L'apostolo prediletto: S.
Giovanni. Alle ore 13.00 precise, il simulacro della dolorosa
Pietà si presenta alla moltitudine della gente, accompagnata
dalle grevi note della marcia funebre "Dolor" Il lento avvio
del corteo processionale che si incammina per le strade, ci
fa meditare... la Passione di Gesù è ormai conclusa!
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