IL PESCATORE
Vincenzo Valente (1830 - 1908)
Scritta dal Valente nel 1859, la marcia è un
omaggio alla vocazione marinara dei molfettesi. Nello svolgersi
della melodia, infatti, si può rinvenire I'eco del
comando dei barchettai (in vernacolo varcheceddare): O vira!
O vira! quando, con sforzo sincrono, tirano in secco te loro
barchette in vista di tempeste o mareggiate.
All'epoca in cui il maestro compose la marcia
funebre abitava in Via S. Domenico, 11 al 2° piano, portone
attiguo all'attuale caffè Miramare. Parte della zona antistante,
non lastricata e senza banchina, era soltanto una semplice
battigia, ragion per cui al Valente non sfuggivano tutte le
operazioni che compivano i barchettai.
Il Pescatore, oggi eseguito in Do minore,
era originariamente scritto in Re minore. Il passaggio all'attuale
tonalità si ebbe nel 1964 ad opera del Maestro Angelo
Inglese, per rendere piu facile l'esecuzione, dato che la
tonalità originale rendeva la composizione molto acuta
e più difficile. Questa marcia è suonata all'alba, quando
la processione del Venerdì Santo attraversa le viuzze della
città vecchia.
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