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Possiamo definire il Pulo come la stazione
neolitica più importante non solo di
Molfetta , ma, probabilmente, anche della Puglia. Molti studiosi
hanno compiuto delle ricerche sull'origine del nome Pulo,
ed ognuno di loro ne ha dato una diversa definizione: difatti
per il Giovene il nome deriva da un concetto geologico; secondo
il Mayer il nome Pulo avrebbe assunto un significato geografico
piuttosto che etnico e questi non esclude che il nome abbia
relazione con un altro sprofondamento naturale chiamato Pulicchio.
Inizialmente, quando si osservò il Pulo, si pensò
che fosse un cratere; tuttavia, a causa di una leggenda creata
dai Padri Cappuccini, dal XVIII secolo nessuno se ne occupò
più. Questa leggenda narrava di un'antica e ricca città
i cui abitanti, iniziando a peccare, furono puniti dal Signore
che fece sprofondare la città assieme a loro. A ricordo
di questo avvenimento restò proprio il Pulo. Il prof.
Cappellini avanzò l'ipotesi che in origine l'attuale
cavità fosse una grotta, la cui volta crollò
perché l'acqua corrose i banchi di ocra rossa su cui
poggiavano le stratificazioni calcaree. Chi visita oggi il
Pulo, quindi, troverà un grande cavo circolare la cui
circonferenza misura 431m e la profondità 32m.
Scendendo in esso si possono osservare le pareti
formate da calcare compatto con strati debolmente inclinati
verso il mare nei quali si trovano delle grotte le cui pareti
interne sono ricoperte da una fitta florescenza di salnitro.
Osservando il fondo del Pulo si notano ancora gli avanzi delle
costruzioni fatte per la nitriera, un pozzo e dei grandi ammassi
di macerie.
Visite
guidate
Tratto dal fascicoletto "Pulo, oltre
le grotte… un mondo tutto da scoprire"
a cura della Compagnia Orione, Gruppo Scout C.N.G.E.I. via
L. da Vinci 7 - Molfetta.
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