| A cura di F. Del Rosso
Molfetta viene sempre menzionata come una città
la cui economia è basata sullagricoltura, pesca e commercio.
E certamente vero per il passato, un po meno per
loggi, mentre il futuro si presenta con molte incognite.
Questo perché questi settori, se non intraprendono
la via dellinnovazione, faticheranno sempre più a mantenere
lo stesso apporto in termini di ricchezza e occupazione.
La flotta peschereccia pur essendo ragguardevole,
paga la mancanza di unindustria di conservazione e un
sistema di commercializzazione ancora arcaico, in mano a pochi
operatori allingrosso che di fatto, operando in monopolio,
deprezzano il pescato. Anche lagricoltura è in difficoltà
per lalto grado di frazionamento della superficie agricola
e il difficile ricambio generazionale. Per quanto riguarda
il commercio, la trasformazione in atto in questo settore
(apertura di ipermercati, reti telematiche commerciali, ecc..)
certamente ridimensionerà gli oltre 1000 esercizi,
per la maggior parte ditte individuali i cui guadagni servono,
per lo più, ad arrotondare il reddito familiare. Detto così
il futuro si prospetterebbe nero, ma non è così.
Da qualche anno Molfetta è al centro di una
serie di iniziative che potranno cambiare il volto economico
della città. Il futuro di Molfetta è "la via di
ponente", tra Molfetta e Bisceglie. Su questa "via",
la zona artigianale è una realtà (29 imprese in attività,
13 in costruzione e 9 in programmazione). Accanto a questa
è prevista larea Pip dove potranno collocarsi altre
50 ditte. Più a nord invece sta nascendo la zona Asi dove
oltre 80 hanno già ottenuto la pre-assegnazione. Tra
le iniziative importanti spicca il "Parco tematico terziario
distributivo" (150 miliardi di investimento da parte
di unazienda di Brescia, 1000 posti di lavoro) e un
ipermercato (500 posti). Lapporto pubblico allo sviluppo
è il nuovo mercato ortofrutticolo, già in costruzione,
attraverso un mutuo di 13 miliardi contratto dal Comune. Questa
struttura, oltre a rilanciare ed ad espandere il livello di
contrattazione delle merci, potrebbe favorire la nascita di
imprese di trasformazione e confezionamento. Per ora lagroalimentare
è rappresentato dal Gruppo Ciccolella con le 6 aziende specializzate
nella produzione di rose. Rimanendo nel settore primario è
interessante il progetto presentato dalla S.C.A.P. (Società
Coop. Armatori Pesca) per la realizzazione nella zona artigianale
di unazienda per la conservazione e commercializzazione
del pesce fresco. Come pure non è da sottovalutare limpianto
di maricultura realizzato dalla Spamat con le piattaforme
off-shore per lallevamento in mare di pesce pregiato.
Ma la novità degli ultimi anni è il settore manufatturiero.
Generalmente ci troviamo di fronte a imprenditori
di prima generazione con tutti i limiti che ciò significa
in termini di grandezza e preparazione manageriale, ma nonostante
ciò cè la voglia di crescere e di competere alla
luce dei nuovi scenari. La "voglia di crescere"
sta nella costituzione di due consorzi: "Città
Impresa" (artigiani) e "Puglia"(piccole e medie
imprese), accanto a questi bisogna aggiungere il consorzio
"Molfetta sviluppo" costituito dalle 90 imprese
che si insedieranno nella zona Asi.
Questo tessuto produttivo è costituito essenzialmente
da entità piccole che operano nellambito della
sub-fornitura, ma ci sono anche realtà importanti di
medie dimensioni: Jeannots (calzature), Conf.Sud, Naomirose
e Va.Pe (abbigliamento), Fas (alimenti per animali), Immagine
(grafica). Il settore meccanico è forse il segmento più importante
per il numero delle aziende (30) in cui spicca la Promove,
specializzata nella produzione di martelli pneumatici, e lOrmant
che produce antivibranti in gomma. Di meccanica di precisione
si occupano: Meccanica Gigotti, Alas, San Nicola, Omat, O.T.M.,
Germinario, Mezzina, Mec System, Tecnodema, Remec, solo per
citare le più qualificate conosciute anche al di fuori della
regione. Interessante è la presenza di aziende del terziario:
La Sicurezza (porte blindate), Alteco Consult (progettazione
meccanica avanzata), Abaco, Sisthema e Polifemo (software
per aziende), Fimed (software per la medicina), Alfa Engeering
e Tecno-Quality (automazione industriale), Dai Oftalmica (produzione
di lenti da vista).
La voglia di crescere delle imprese e le scelte
amministrative di privilegiare i temi dello sviluppo, ha reso
possibile la concertazione tra pubblico e privato, i risultati
sono stati: il Patto territoriale "Conca barese"
(34 miliardi di finanziamento), che sarà seguito a
breve dal Patto specializzato per lagricoltura e la
pesca.
Se accanto a tutto ciò ci mettiamo anche
lapertura dello "Sportello unico per le imprese",
e le potenzialità del porto che da anni attende di
essere ridefinito, appare chiaro che stiamo di fronte ad un
potenziale modello di sviluppo, dove accanto ai settori primari
può svilupparsi il settore manufatturiero. In che modo
tutte queste iniziative potranno dare una svolta economica
alla nostra città, dipenderà da una serie di
fattori: la voglia degli imprenditori di crescere anche qualitativamente
e da come la classe politica, da quella locale a quella regionale
e nazionale, riuscirà ad impegnarsi su due fronti:
formazione e infrastrutture.
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