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Nell'anno 1011 si ebbe un gran risveglio del
monachesimo.
A Molfetta un gruppo di monaci dipendenti dall'abbazia di
Banzi costituì una piccola comunità per volontà
del Principe Roberto il Guiscardo.
Nel 1095 il principe Ruggiero, duca di Puglia e fratello
di Boemondo, "fece a sue spese costruire, per i militi che
andavano a imbarcarsi a Brindisi, il grande Ospizio di Molfetta,
provvisto di un ospedale per coloro che si ammalavano durante
il viaggio, o che tornavano feriti dalla guerra, e d'un
cimitero con la sua cappella per quelli che vi morivano".
Ai Padri Benedettini fu anche affidata la Carnaria
che era il luogo di sepoltura dei martiri. Vediamo ora di
descrivere la struttura dell'ospedaletto.
La struttura, perfettamente conservata, è lunga m. 11 e
larga m.16; formata da due ordini di colonne quadrate sulle
quali si poggiano gli archi che reggono la volta. Quindi
tre corsie che hanno la volta della stessa altezza intervallata
da altri archi.
Sulle pareti piccole nicchie di varia forma molto probabilmente
servivano per deporre le suppellettili; mentre sulle pareti
delle colonne perimetrali dalle sporgenze in pietra che
forse servivano per sistemarci delle fiaccole per illuminare
l'ambiente. Significative sono anche le croci bizantine
e le firme dei lapicidi incise sia sui pilastri della porta
di levante che su quelli della porta di ponente dell'ospedaletto.
Per onorare i martiri che morivano nell'ospizio
di Molfetta, Guglielmo I, re di Sicilia, fece costruire nel
1162 un tempio dedicato a Maria SS. Dei Martiri. Detto tempio
sostituiva la primitiva cappella.
Cerchiamo ora di ricostruire il tempio medievale.
Secondo alcune fonti la prima parte così ci viene descritta:
"dalla gran porta, per mezzo di quattro gradini, scendevasi
nell'unica navata del tempio, lunga m. 14, larga m. 8,45
ed alta m. 7,91, la quale era divisa in due cupole sostenute
da pilastri con archi acuminati in stile gotico".
Oltre alla generale descrizione vi erano inoltre
la sagrestia e cinque cappelle: la principale dedicata alla
Madonna dei Martiri; la prima a sinistra dedicata all'Annunziata
e di proprietà della famiglia Maiorani; la seconda
a sinistra dedicata alla Resurrezione di Cristo e di proprietà
della famiglia Filioli; la prima a destra dedicata alla Madonna
del Rosario di proprietà della famiglia Gadaleta e,
infine, la seconda a destra dedicata alla Madonna del Soccorso
e di proprietà della famiglia Michielli.
La seconda parte era costituita dalla cappella
superiore di San Leonardo, di forma bislunga con archi e volte;
in fondo al corridoio che portava alla suddetta cappella vi
era un arco nel quale era collocato un gran crocifisso ligneo.
Infine la parte inferiore era costituita dalle
cappelle di San Giuseppe * (secondo alcuni) o del Presepe
(secondo altri) e della Pietà. Con l'arrivo dei Padri
Riformati, l'impianto della chiesa subì notevoli modifiche
tra le quali l'abbattimento di una delle due cupole e la costruzione
della porta neoclassica della chiesa. Il nuovo tempio, in
stile neoclassico, è a tre navate con due ordini di colonne.
La navata centrale è un arco a tutto sesto decorato a rosoni
esagonali incassati. Sulla porta d'ingresso è situata la tribuna
sulla quale si trova l'organo (l'organo si compone di 2300
canne, 60 trombe e 13 campane).
Ai lati della porta principale d'ingresso si
trovano due tele di G.Porta e sono rispettivamente; "Il transito
di San Giuseppe" e "L'adorazione dei Magi"
*In questa cappella era collocato il Santo
Sepolcro costruito nel 1503 dal nobile locale Berardino Lepore.
By Damiano Camporeale.
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