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La settimana di Pasqua impone
le sue tradizioni anche in cucina, ecco come i nostri genitori
passavano questa settimana a tavola:
Fèttuccèlle du Scevedì a Sènde
(Bavettine del Giovedì Santo)
Ingredienti:
400gr. di trenette
mollica di pane soffritta
4 acciughe salate
Preparazione:Cucinate
400 gr. di trenette in acqua e sale come di consueto, scolatele,
impiattatele e conditele con la mendica
sfritte che la salaume
La mendìca sfritte (Mollica
di pane soffritta)
Ingredienti:
150 gr di pangrattato
150ml di olio
preparazione:
Veniva usata dai nostri avi per condire la pasta a mo' di
formaggio.Disponete in una padella 150 gr. di pangrattato
e 150 ml. d'olio d'oliva, rosolate a calore moderato e, quando
il pangrattato si presenta di un bel color marrone chiaro,
toglietelo dal fuoco e seguitate a rimestare finquando si
fredda del tutto.
La mendica sfritte che la salaume
(La mollica soffritta con le alici salate)
Ingredienti:
mollica di pane
100 gr di acciughe
e olio quanto basta
preparazione:Comportatevi
alla stessa maniera della ricetta su scritta solo che, al
momento di togliere la padella dal fuoco, incorporate alla
mollica 100 gr. di filetti di alici salate, tagliuzzate minutamente
e seguitate a rimestare il tutto fino a quando si fredda.
La mendica sfritte che la salaume immischiata alle trenette
era il piatto tradizionale assaporato volentieri il Giovedì
Santo.
U Beneditte (Il
Benedetto)
(Cosi chiamano l'agnello offerto e benedetto il giorno di
Pasqua)
Con il merino, agnello originario dell'Africa
famoso in tutto il Mondo per la produzione della lana e per
la squisitezza delle sue carni, si preparava U Beneditte
negli anni passati. Era artefatto e benedetto dai nostri avi.
Rigerminata tale razza in terra di Puglia oggigiorno,
con il nome trasformato di mennerine, qualsiasi macellaio
e in grado di potervelo fornire.
II giorno di Pasqua, quando giungeva l'ora
del pranzo, l'agnello sistemato a centrotavola era benedetto
dal capo famiglia con una frasca d'ulivo intinta nell'Acqua
Santa donatagli dal Parroco della chiesa vicina. Questo rito,
purificava tutti i presenti e soprattutto la propria coscienza.
Ingredienti:
2 kg di agnello
100 ml di olio
mezzo litro di acqua
500 gr di piselli
sale pepe e tre spicchi di aglio
tre uova
preparazione:
(Modo di preparare U Beneditte).Rosolate 2 Kg. d’agnello diviso
a tocchetti in una teglia con 100 ml. d'olio mezzo litro d'acqua
e mezzo Kg. di piselli teneri. Portate il tutto a bollore,
dopodiché uniteci il sale, un'ombra di pepe e tre spicchi
d'aglio tritati molto finemente. Fatelo cuocere ancora per
venti minuti e versate sul medesimo un battuto d'uova gia
cotto. La boneneme de nononne (la buonanima di nonna) lo cucinava
fueche sott'e fueche soepe (fuoco sotto e fuoco sopra) ossia
con la teglia sulla brace e, sul coperchio, tozzi di carbone
ardente.
La capuzze du égnille
(La testina dell'agnello)
Ingredienti:
testina di agnello tagliata
olio e pepe e sale quanto basta
preparazione:
Fatela dividere in due parti dal vostro macellaio di fiducia,
disponetela in una teglia, conditela con olio, pepe e sale,
e infornatela a calore moderato…....questo pezzo, prelibatezza
per alcuni orridézza per altri, suscita sempre scalpore in
famiglia. La tradizione mediterranea ci fornisce un ottimo
surrogato vegetale di tale pezzo ed è la….
……Capuzzelle de merengene (Testine
di melanzane)
ingredienti:
due testine di agnello
4 melanzane
1 spicchio di aglio
100 gr. di carne macinata
un pò di noce moscata
100 gr. di pecorino
50 gr di mozzarella
prezzemolo tritato
preparazione:
Questa pietanza e preferibile artefarla con melanzane che
abbiano un volume approssimato alle testine d’agnello.
Togliete i peduncoli a quattro melanzane, tagliatele
in due parti uguali in senso verticale e concavatene le parti
interne con destrezza senza rompere le cortecce. Tritate tutto
il residuo tolto dalle melanzane e soffriggetelo con uno spicchio
d'aglio ridotto a poltiglia, 100 gr. di carne macinata e una
presa di noce moscata. Quando il soffritto si presenta ben
cotto, fatelo freddare e uniteci 100 gr. di pecorino romano
grattugiato, un uovo intiero, 50 gr. di mozzarella tritata
e una manciata di prezzemolo sempre tritato. Mescolate il
tutto e, col medesimo impasto, riempite le melanzane concavate
anzitempo, disponete le melanzane composte in una teglia aspersa
di sale e olio e condite in superficie, informate a calore
moderato.
Scarciofele ndoràt'é fritte (Carciofi
dorati e fritti)
Ingredienti:
6 carciofi
succo di limone
farina e 4 uova
e sale quanto basta
preparazione: Nettate
sei carciofi alla maniera usuale, affettateli di traverso
in senso verticale e gettateli nell'acqua fresca acidulata
con succo di limone. Togliete i carciofi dall'acqua e, ben
asciutti che siano, infarinateli, intingeteli in un frullato
d'uova salato a modino e friggeteli a calore moderato.
La scarcédde (Tipico
dolce offerto ai ragazzi durante gli otto giorni dopo la Pasqua)
Ingredienti:
1 kg di farina
150 ml di olio
350 gr di zucchero
5 uova
1 bustina di lievito per dolci
300 gr di marmellata
300gr di pasta reale
preparazione:
Amalgamate 1 Kg. di farina, 150 ml. d'olio
d'oliva, 350 gr. di zucchero, cinque uova e una busta di lievito
per dolci. Composta la massa, lasciatela posare una ventina
di minuti, stendete meta della massa col matterello e, con
la stessa, vestite una teglia di forma rotonda. Con 300 gr.
di marmellata e 300 gr. di pasta reale fatene un letto, coprite
la superficie del ripieno con l'altra meta della massa e,
pigiata ai lembi che sia, infornate a temperatura mediocre.
Negli anni passati la scarcédde
s’imbottiva di sola marmellata e alla superficie si metteva
un uovo crudo incastrato da due listerelle di massa deposte
a mo' di croce e, nell'impasto della massa, invece che lievito
per dolci, le nostre antenate mettevano il cremore di tartaro.
Ora si usa spesso ricoprire il tutto con U
scelèppe.
U scelèppe (La
glassa)
Ingredienti:
400 gr di acqua
400 gr zucchero
preparazione :Serve
per vestire i pasticcini di un bianco zuccherato e si prepara
a bagnomaria. Disponete tanta acqua e tanto zucchero in una
pirofila, deponete la pirofila in un tegame contenente acqua
bollente a fuoco spento, girate e rigirate con un cucchiaio
di legno finquando lo zucchero si presenta filante. A quel
punto, versate i pasticcini cotti al forno anzitempo e girandoli
fateli impregnare di glassa. Togliete i pasticcini dalla pirofila
e disponeteli separati su di un tagliere ad asciugare.
U rosòleie de lemòne (II
rosolio di limone)
Ingredienti:
400ml.di alcool
400gr di zucchero
400ml di acqua
2 limoni verdi
preparazione:
Il rosolio fatto in casa costituisce una bevanda che aiuta
la digestione se non se ne fa abuso. In una bottiglia da litro,
contenente 400 ml. d’alcool, introducete dal becco medesimo
la buccia di due limoni verdognoli tagliati a listerelle.
Lasciate macerare per una ventina di giorni, dopodiché unificate
400 gr. di zucchero con 400 ml. d'acqua, mescolate il tutto,
filtrate e imbottigliate.
Le strascenéte (Le
orecchiette)
Ingredienti:
500 gr di semola rimacinata
acqua quanto basta
preparazione:
Lavorate la massa composta con semola e acqua in forme cilindriche
e di spessore come quello dei grissini, tagliateli a tocchetti
che, strascicati con l'indice della mano appoggiato su di
un coltello di punta rotonda e rivoltati con l'ausilio dei
due pollici, producono le strascenéte ca faceve memmegrenne
(le orecchiette che faceva la nostra bisnonna).
La recott'a tòste (
la ricotta marzotica)
Ricotta di pecora asciutta, si trova facilmente
in primavera, ecco perché del suo nome, grattugiata é ottima
per condire le paste composte con la salza dorménde o salsa
fresca, è molto usata nella cucina mediterranea insieme al
pomodoro fresco specialmente con i fagiolini e pasta.
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