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La Chiesa di S. Domenico in Molfetta

 

Il 5 agosto 1973 S.E. Mons. Todisco, al tempo amministratore Apostolico della diocesi, mi diede l'incarico di parroco della comunità parrocchiale di S. Domenico. E per 25 anni ho ripetuto col salmista: "Zelus domus tuae comedit me". Cioè, giorno e notte ho amato la mia chiesa.

Una comunità, quella di S. Domenico, che ho avuto modo di conoscere e amare sempre più col passare del tempo nelle varie componenti, ragazzi, giovani, adulti, anziani, ammalati. Un tessuto sociale al tempo costituito di marinai, marittimi, agricoltori, operai. Sono entrato in punta di piedi nelle case dei parrocchiani e nel cuore di tutti, specie di coloro chenella sofferenza mi hanno aperto il loro cuore.

Una comunità a cui la storia ha affidato una chiesa che non esagero a definire tra le più belle d'Europa, e con mille sacrifici di tutti i membri abbiamo voluto riportarla al primo secolare splendore, come auspicava Giovanni Paolo II nel suo discorso sull'Arte del 27 aprile 1981.

Così, un raggio nuovo, cioè più luminoso illumina l'avvenire della nostra bella comunità parrocchiale.

Un grazie profondo e di cuore mi sento di porgerlo a tutti coloro che mi hanno aiutato in questo quarto di secolo vissuto in San Domenico, dai Vescovi che nel frattempo si sono succeduti nella guida della diocesi, Mons. Garzia, Mons. Bello, Mons. Negro, all'ultimo laico che nel silenzio ha operato a beneficio della comunità.

Un grazie particolare voglio esprimere a Mons. Graziano Bellifemine, autore di questo libro. Con la sua comprovata cultura, membro della nostra comunità parrocchiale, con il presente studio ha innalzato un inno al cielo, quasi eco del messaggio domenicano riportato sulla facciata principale della chiesa: Santità, virtù, sapienza, predicazione.

Don Franco Sancilio

 

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