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L'identità di un popolo, di una comunità,
si misura dalla memoria storica e dalla consapevolezza del
proprio passato.
Gilbert Keith Chesterton piu volte ha ricordato
che non esiste futuro per chi e senza passato, giacche il
futuro si progetta e si costruisce partendo sempre dalla coscienza
di ciò che siamo: chi ha dimenticato il passato o ne
e stato privato, non può proiettarsi in avanti.
E' per non dimenticare o, meglio, per riscoprire
la nostra identità che nasce questo testo come prima
stimolante documentazione storica e visiva di Molfetta attraverso
una rapida carrellata dalle origini ai tempi nostri.
Molfetta, ferita gravemente dall'azione del
tempo, offre oggi poche testimonianze delle opere che la laboriosità
e la creatività dei nostri padri ci consegnarono,
perché attraverso la concreta immagine visiva delle
loro realizzazioni, e non solo attraverso la conoscenza
storica, noi potessimo coglierne il messaggio ideale e sentirci
degni loro figli.
E' perciò necessario ristabilire e
custodire la memoria, storica di Molfetta, si che il
passato non sia il "tempo perduto", e noi, recuperate
le radici, possiamo ritrovare, con il poeta, l'aria "moresca
e bizantina" che "soffia / qui, presso l'onde dove la notturna
/ brezza ti avvolge. Mentre sul profondo / bruno del
cielo le gemelle Torri / e le occultate cupole a tamburo / narrano
di stagioni / violente e aspre. Quando i saraceni / volser le
navi, di falcata luna / torvamente cimate, / tendendo, a sfida,
insidiose lame / contro genti cristiane. Oppur dal largo /
stanco una notte - gelida e oscura - / il navigante interrogo
la riva, / chiedendo al buio / tra i silenzi remoti e fruscii
d'acque, / il Tempio biturrito. / Stagliarsi, poi, bellissimo
lo vide / con le fiammelle cariche d' amore."*
Ma, figli di Molfetta e pur uomini del nostro
tempo, possiamo anche tentare di comprendere e avviare
a soluzione alcuni dei problemi che oggi piu ci assillano.
Il responsabile del CRSEC BA/6
Ignazio Cuocci
(*) da Molfetta (Notturno),
in Giulio Padusio (Giuliano Camerini): Mattino sul silenzio
del greto, Bologna 1972
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